Scrivanie immaginarie – Katherine Mansfield

Salutiamo l’anno appena trascorso inaugurando una nuova rubrica, dedicata alle vite degli scrittori raccontate attraverso alcuni oggetti. Il primo appuntamento è dedicato a Katherine Mansfield, di cui nel 2023 si è celebrato il centenario dalla morte. Ecco gli oggetti scelti per raccontarla:

UN BIGLIETTO SIGLATO – Katherine Mansfield nasce nel 1888 in una famiglia dell’alta borghesia di Wellington, in Nuova Zelanda. Il suo nome è Kathleen Beauchamp, ma si firma in moltissimi modi diversi, tra cui Kass, Katie, K.M., Julian Mark, Katherine Schönfeld, Matilda Berry, Katiushka ed Elizabeth Stanley. Un percorso alla ricerca della propria identità di artista, che la conduce a diventare Katherine Mansfield, scegliendo il cognome della nonna e modificando leggermente il suo nome proprio.

UN TACCUINO – Costretta al rientro in Nuova Zelanda dopo tre anni trascorsi al Queen’s College di Londra per completare gli studi, nel 1907 Katherine Mansfield compie un’escursione in Urewera, un territorio dell’entroterra neozelandese in cui vivono i maori. Durante il viaggio riempie il suo taccuino delle proprie sensazioni e percezioni: negli anni successivi lo porterà sempre con sé, durante le sue innumerevoli peregrinazioni. I suoi racconti neozelandesi attingeranno proprio da quegli appunti odori, suoni e atmosfere fantastiche.

UNA FOTO DEL FRATELLO LESLIE – Leslie Heron Beauchamp, unico figlio maschio della famiglia, molto amato da Katherine, si arruola nell’esercito britannico durante la Prima Guerra Mondiale e rimane ucciso in un incidente sul fronte occidentale. Dopo la sua morte, Katherine Mansfield inizia a scrivere un racconto lungo “L’aloe”, che lei chiamava “il mio romanzo”. Come dichiara lei stessa, Katherine scrive del proprio Paese di origine come omaggio a Leslie: “Tu, mio piccolo sole di quei luoghi, sei tramontato. Sei caduto oltre il bordo splendente del mondo. Ora devo fare la mia parte”. I temi della morte e del dolore sono al centro dello straordinario racconto “La mosca”, in cui un uomo che ha perso il figlio in guerra tormenta un insetto che prova ostinatamente a sopravvivere.

UNA LETTERA DI VIRGINIA WOOLF – È a partire da “L’aloe”, profondamente trasformato nei due anni successivi, che Katherine Mansfield trae uno dei suoi racconti più intensi, “Preludio”, pubblicato dalla Hogarth Press, la casa editrice di Virginia Woolf e di suo marito Leonard. Le due scrittrici si incontrano per la prima volta a casa di un amico comune: Katherine ammira molto Virginia, che ha quattro anni più di lei e ha già pubblicato il suo primo romanzo. Virginia invece sembra non apprezzare la disinvoltura nel vestire di Katherine e le voci sulle sue relazioni amorose. Dopo l’iniziale diffidenza, Virginia si avvicina a Katherine chiedendole un racconto per la sua nascente casa editrice: un evidente segno di stima. Le due scrittrici si scambiano diverse lettere e iniziano a incontrarsi spesso. Col tempo il loro rapporto diventa un’amicizia caratterizzata da quella che Woolf stessa definisce una “stranissima sensazione di eco”.

UN FIORE DELL’ALBERO DI PERO – Katherine non ha mai avuto una salute di ferro, ma i suoi problemi si intensificano nel dicembre 1917 e lei decide di partire per la Costa azzurra per evitare il rigido inverno londinese. Lì ha un violento attacco di tosse e per la prima volta il suo fazzoletto si macchia di sangue. Pochi giorni prima aveva iniziato a scrivere il suo racconto intitolato “Bliss” (Felicità), in cui la protagonista Bertha Young sente un’inspiegabile fiamma di gioia guizzare dentro di sé mentre organizza una cena in casa propria. Bertha osserva dalla finestra della propria casa scintillante un pero fiorito, simbolo dell’epifania improvvisa che coglie la protagonista. Ma anche simbolo della natura che continua a splendere nonostante il crollo delle maschere dietro cui si nasconde la verità. Negli anni successivi Katherine continua a viaggiare insieme all’amica di una vita Ida Baker. Si reca in Italia, Francia e Svizzera, alla ricerca di una cura che possa guarirla. Nel 1922 si reca all’Istituto armonico per lo sviluppo dell’uomo, aperto a Fontainebleau, vicino Parigi, da Georges Ivanovic Gurdjieff. Lì Katherine Mansfield muore la sera del 9 gennaio 1923, a soli 34 anni. 

FONTI:

“Voglio essere vera. Vita e destino di Katherine Mansfield” puntata di Pantheon su RaiRadio3 con Nadia Fusini e Sara De Simone: https://www.raiplaysound.it/playlist/voglioessereveravitaedestinodikatherinemansfield

“Katherine Mansfield”. Biografia su “Enciclopedia delle donne”: https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/katherine-mansfield/

“Non credevo che fosse possibile amare come io amo lui”. Katherine Mansfield e la morte del fratello Leslie. Che accese la sua nostalgia e il suo genio, su Pangea: https://www.pangea.news/katherine-mansfield-la-scrittrice-e-la-morte-del-fratello/

RACCONTI DI KATHERINE MANSFIELD DISPONIBILI ONLINE:

“La mosca” su Osservatorio Cattedrale: https://www.osservatoriocattedrale.com/racconti-dautore-in/2022/10/7/la-mosca-di-katherine-mansfield

“Psicologia” letto da Valter Zanardi su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=_lCZKJMvxBk

“Il moto del pendolo” su Sagarana: https://www.sagarana.net/rivista/numero15/narrativa3.html

Altri racconti sono disponibili su RaiPlaySound: https://www.raiplaysound.it/audiolibri/iraccontidikatherinemansfield

LIBRI DI (E SU) KATHERINE MANSFIELD:

K. Mansfield, “Qualcosa di infantile ma di molto naturale. Tutti i racconti” (Adelphi, 2023)

K. Mansfield, “Viaggio in Urewera” (Adelphi, 2015)

P. Citati, “Vita breve di Katherine Mansfield” (Adelphi, 2014)

N. Fusini, “La figlia del sole. Vita ardente di Katherine Mansfield” (Feltrinelli, 2023)

S. De Simone, “Nessuna come lei. Katherine Mansfield e Virginia Woolf. Storia di un’amicizia” (Neri Pozza, 2023)

RIFERIMENTI FOTOGRAFICI:

Foto di Katherine Mansfield: Adelphi Studios Ltd. Pickthall, Charlotte Mary, 1887-1966 : Katherine Mansfield. Ref: 1/4-017274-F. Alexander Turnbull Library, Wellington, New Zealand. /records/23032500

Foto di Leslie Heron Beauchamp: Lafayette, C, active 1914. Lafayette, C :Leslie Heron Beauchamp [1914?]. Ref: A-006-001. Alexander Turnbull Library, Wellington, New Zealand. /records/22585575