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Ho pubblicato due libri con la casa editrice Infinito edizioni. Nel 2018 è uscito “Belice”, che racconta del terremoto del 1968 nella Sicilia occidentale, le lotte di Danilo Dolci e di tanti altri attivisti e gli scandali sulla ricostruzione. Nel 2020 è uscito invece “Hotel Penicillina”, scritto insieme a Marco Passaro e Andrea Turchi, che ripercorre la storia e le vicende più recenti dell’ex fabbrica di penicillina di via Tiburtina, a Roma, diventata negli ultimi anni un rifugio per persone senza dimora. Entrambi i libri sono pubblicati nella collana iSaggi e sono disponibili sia in libreria sia in versione e-book. Di seguito qualche informazione in più:

Belice. Il terremoto del 1968, le lotte civili, gli scandali sulla ricostruzione dell’ultima periferia d’Italia” (Infinito edizioni, 2018)

Introduzione di Giacomo Di Girolamo
Autrice: Anna Ditta

Un terremoto nell’ultimo angolo d’Italia, dove già si muore ogni giorno di fame e di soprusi. Un gennaio con un freddo eccezionale. I paesi distrutti. Anni di vita nelle baracche. Una ricostruzione fatta di promesse tradite e mai completata. Questa è stata nel 1968 – ed è oggi – la tragedia del Belice, la prima grande catastrofe naturale nella storia della Repubblica italiana.

Ma il Belice è stato ed è molto altro. È stato teatro delle lotte non violente di Danilo Dolci e dei suoi collaboratori per le dighe, il lavoro e la scuola; dell’attivismo di Lorenzo Barbera contro la speculazione sulla ricostruzione e in favore del servizio civile al posto di quello militare. Nel Belice, Ludovico Corrao ha lavorato per attuare il suo sogno utopistico su Gibellina e sul Mediterraneo intero e poco distante, ad Alcamo, ha offerto il suo sostegno a Franca Viola, che rifiutò il matrimonio riparatore con il mafioso che l’aveva rapita.

Nel Belice, donne eccezionali come Piera Aiello e Rita Atria hanno trovato il coraggio di dare una svolta alla loro vita diventando testimoni di giustizia. Oggi il Belice è feudo del capomafia castelvetranese Matteo Messina Denaro ed è una terra che i giovani continuano ad abbandonare. È, questa, una regione sconosciuta ai più che bisogna raccontare e conoscere.

Hotel Penicillina. Storia di una grande fabbrica diventata rifugio per invisibili”, con M. Passaro e A. Turchi (Infinito edizioni, 2020)

Prefazione di Mauro Palma
Introduzione di Luigi Cerruti
Postfazione di Matteo Balduzzi
Autori: Anna Ditta, Marco Passaro, Andrea Turchi

Lungo via Tiburtina, a Roma, a ridosso della borgata di San Basilio, sorge quella che è stata la prima fabbrica a produrre penicillina in Italia, un tempo tra le più grandi in Europa, prima di trasformarsi nell’ultimo rifugio di persone che hanno perso la casa, il lavoro o la famiglia.

Una storia singolare ed emblematica che comincia nel 1950 con l’inaugurazione dello stabilimento Leo Penicillina alla presenza dello scopritore dell’antibiotico Fleming; prosegue con il suo sviluppo, che fa diventare la Leo uno dei più importanti poli industriali della zona, con un forte legame con le vicine borgate; continua con l’occupazione della fabbrica negli anni delle prime crisi industriali nel contesto della perduta scommessa della Tiburtina Valley, fino all’abbandono della struttura, che diventa un luogo di ritrovo per disperati, poi sgomberato nel 2018 con drammatiche conseguenze.

A parlare sono gli ex lavoratori e dirigenti della fabbrica, le persone che vi hanno vissuto fino allo sgombero, gli attivisti e operatori che hanno fornito loro assistenza, gli abitanti del quartiere che lottano per la bonifica e la riqualificazione della struttura.