Il video della presentazione con Bibliopoint Perlasca e Liberi Nantes

Ieri abbiamo avuto l’occasione di presentare “Hotel Penicillina” nell’ambito della rassegna Altri sport, altre città organizzata dall’associazione Liberi Nantes, insieme al Bibliopoint della scuola G. Perlasca di Pietralata.

È stata una bellissima occasione di approfondimento e confronto, a partire anche da alcuni brani del testo. Sono intervenuti alcuni ex lavoratori della fabbrica e Sara Radighieri, infermiera di Medici Senza Frontiere, che ha parlato delle condizioni di vita degli abitanti dell’ex fabbrica. Qui si può vedere l’incontro integrale.

Presentazione Hotel Penicillina – mercoledì 24 marzo 2021

Mercoledì 24 marzo, insieme a Marco Passaro e Andrea Turchi, presenteremo il libro Hotel Penicillina durante una diretta online con il Bibliopoint della scuola G. Perlasca di Pietralata (Roma) e l’associazione Liberi Nantes.

Sarà un’occasione per ascoltare le testimonianze di alcuni ex lavoratori della fabbrica, di Sara Radighieri, infermiera di Msf, e di Mustafà, ex mediatore culturale con Msf.

Anche stavolta proveremo a mettere insieme passato e presente della fabbrica, di Roma e dell’Italia intera. Se volete, seguiteci in diretta sulla pagina Facebook del Bibliopoint. Qui il link dell’evento Facebook.

Presentazione di Hotel Penicillina, a cura di Stalker/NoWorking

Condivido con voi il video della presentazione di “Hotel Penicillina – Storia della grande fabbrica diventata rifugio per invisibili“, organizzata dall’associazione Stalker/NoWorking venerdì 12 febbraio 2021 presso Parchetto di Via Statilia. Il video è di Pierre Kattar.

https://www.youtube.com/watch?v=6WJZ7uCRQok

Presentazione “La razza zingara” di Carlo Stasolla

A questo link la diretta video della presentazione del libro “La razza zingara” di Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, che ho avuto il piacere di moderare. Con Christian Raimo, scrittore, e Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore Lazio.

https://www.facebook.com/Associazione21luglio/videos/704420196898621

Presentazione Hotel Penicillina con la Biblioteca Vaccheria Nardi

Giovedì 14 gennaio presenteremo “Hotel Penicillina” online insieme alla Biblioteca Vaccheria Nardi. Con noi Walter Tocci, vicesindaco di Roma (1993-2001) e parlamentare eletto per quattro legislature (2001-2018) e Silvio Garattini scienziato e farmacologo, fondatore dell’Istituto di ricerca “Mario Negri” di Milano.

Intervista al Tgr Lazio per la rubrica “Lo scaffale”

Sabato 9 gennaio durante l’edizione delle 14 del Tgr Lazio (Rai3) andrà in onda l’intervista a me e Andrea Turchi su “Hotel Penicillina” per la rubrica “Lo scaffale”. Grazie a Rossana Livolsi per l’opportunità. Qui alcune foto del dietro le quinte:

Intervista a Fahrenheit (Radio 3) su Hotel Penicillina

Un bel regalo di Natale! Oggi io e Andrea Turchi abbiamo avuto la possibilità di parlare di “Hotel Penicillina” a Fahrenheit su Radio3 Rai. Chi si fosse perso l’intervista con la bravissima Loredana Lipperini la trova a questo link. Grazie mille a Laura Zanacchi

Articolo su Hotel Penicillina nella rivista Zapruder – Storie in movimento

Grazie alla rivista Zapruder che nel suo ultimo numero pubblica un articolo su come è nato “Hotel Penicillina“. Il numero è acquistabile online a questo link: http://storieinmovimento.org/2020/11/11/cinquantatreesimo-numero/

Recensione Hotel Penicillina su Education2.0

Il sito Education2.0 pubblica una recensione di “Hotel Penicillina“. Grazie a Claudio Salone, autore della recensione di cui cito un estratto:

«Lungo via Tiburtina, a Roma, a ridosso della borgata di San Basilio, sorge quella che è stata la prima fabbrica a produrre penicillina in Italia, un tempo tra le più grandi in Europa, prima di trasformarsi nell’ultimo rifugio di persone che hanno perso la casa, il lavoro o la famiglia. Una storia singolare ed emblematica che comincia nel 1950 con l’inaugurazione dello stabilimento Leo Penicillina alla presenza dello scopritore dell’antibiotico Fleming; prosegue con il suo sviluppo, che fa diventare la Leo uno dei più importanti poli industriali della zona, con un forte legame con le vicine borgate; continua con l’occupazione della fabbrica negli anni delle prime crisi industriali nel contesto della perduta scommessa della Tiburtina Valley, fino all’abbandono della struttura, che diventa un luogo di ritrovo per disperati, poi sgomberato nel 2018 con drammatiche conseguenze. A parlare sono gli ex lavoratori e dirigenti della fabbrica, le persone che vi hanno vissuto fino allo sgombero, gli attivisti e operatori che hanno fornito loro assistenza, gli abitanti del quartiere che lottano per la bonifica e la riqualificazione della struttura». 

Così la scheda editoriale di questo libro davvero molto interessante, che offre al lettore, anche al meno ferrato in chimica e farmacia, un molteplice approccio a un fenomeno solo apparentemente limitato a Roma e alla sua storia urbana. Tale molteplicità ha in sé un grande valore pedagogico, cioè a dire ‘insegna’ che per comprendere un problema è necessario essere innanzi tutto consapevoli della sua complessità e della sua stratificazione nel tempo. 

Insegna che ‘fare storia’ non significa ‘raccontare storie’, ma approfondire le cause che hanno prodotto determinati effetti. Tali effetti, visibili nel ‘micro’, si possono immediatamente proiettare nel ‘macro’.

Questo fa il libro: a partire da un oggi tragico, dominato dalla disgregazione e dal disagio, cristallizzato in un grande edificio abbandonato all’immediata periferia di una metropoli, risale alle sue radici, ripercorrendo quegli spazi e quei luoghi e la loro destinazione originaria, fino a giungere alla comparsa in loco del leggendario Sir Alexander Fleming, lo scopritore – tanto per semplificare – della penicillina. Così facendo, emergono con chiarezza gli eventi generatori e con essi un’importante fetta della stessa storia italiana nel secondo dopoguerra. 

Eppure nel libro si raccontano ‘anche’ storie, sempre molto suggestive e a tratti commoventi. Sono quelle degli ex operai della Leo, questo il nome originario della fabbrica, che ricordano con orgoglio i loro anni di lavoro, spesso molto duro e pericoloso, sono quelle della gente di San Basilio, il quartiere immediatamente a ridosso della fabbrica, direttamente interessata a essa per la sua sussistenza e di cui giunge a rimpiangere persino ‘le puzze’ prodotte dalle lavorazioni, poiché significavano salari e vita dignitosa. Sono quelle dei diseredati degli ultimi anni nella fabbrica occupata, della lotta per la casa e dei conflitti generati dalla sordità della politica, surrogata dall’uso della forza per ristabilire un ‘ordine’ desertificante.

La recensione completa è disponibile a questo link.