Rassegna stampa 30 gennaio -5 febbraio 2023

SU CREAZIONE E DISTRUZIONE – “Il suicidio (…) ha a che fare con la distrazione, è un pensiero che abita ogni essere umano (è così rassicurante questo inciso), eppure quando lo si compie è perché qualcosa è sfuggito definitivamente al controllo, la distrazione ha avuto il sopravvento sull’istinto di sopravvivenza (…). Lo scrittore decifra chiaramente quanto, in ogni cosa, morte e vita si oppongano e insieme si accompagnino inderogabilmente. «Questo vale anche per la mente e la nostra identità: in noi c’è sempre anche una disponibilità all’autodistruzione fisica e mentale, che è presente in ogni cellula, in ogni fibra. Senza non potremmo vivere».” (…)”È una questione di energia. Non si crea nulla nell’organismo, se non si distrugge qualcosa d’altro: la vita si basa su un continuo metabolismo. Non è un problema di spazio, costruzione e distruzione vanno a braccetto. Catabolismo e anabolismo”.

dall’articolo “La morte si prende la moglie e consola il vedovo” di Federica De Paolis, pubblicato su Tuttolibri de La Stampa il 4 febbraio 2023. L’ultimo è un virgolettato dello psichiatra e scrittore Paolo Milone

SULLA MENZOGNA – “In questo caso si potrebbe tirare in causa pure Umberto Eco e la sua «teoria della menzogna», lì dove il filosofo sosteneva che tutto ciò che non può essere usato per mentire, allora non può neppure essere usato per dire la verità: di fatto, non può essere usato per dire nulla”.

dall’articolo “Quel Nic (o Luc, o Oscar) fa il medico o il musicista?” di Mary B. Tolusso, pubblicato su Tuttolibri de La Stampa il 4 febbraio 2023

SULLE STORIE INVENTATE – “Le cose inventate spesso dicono più verità sulla realtà rispetto alle cronache. Pensi per esempio a Il dottor Jekyll e mister Hyde, un romanzo di pura fantasia ma anticipa lo sdoppiamento dell’uomo contemporaneo, la psicanalisi, l’inconscio…però nasce da una fantasia narrativa”.

dall’intervista allo scrittore Ermanno Cavazzoni, di Mary B. Tolusso, pubblicata su Tuttolibri de La Stampa il 4 febbraio 2023

SUL SENSO DI COLPA – “«Mira sentiva che a suo padre sarebbe piaciuto che lei avesse deciso di sposarlo. Ma pur volendo, lei non avrebbe potuto farlo. È una delle proibizioni più importanti che la vita ci impone. Forse proprio perché è il genitore a desiderarlo. E così la vita non può permetterlo. È giusto che i figli si sentano in colpa per qualcosa che la vita non permette?» (…) «Se veniva amata in un modo che tendeva a riscaldarla, temeva che il troppo calore le avrebbe impedito di maneggiare l’arte». Eccolo, il senso di colpa di Sheila Heti”.

dall’articolo “Forse il mondo creato così è la prima bozza e Dio aspetta di vedere l’effetto che fa” di Rossella Postorino, pubblicato su Tuttolibri de La Stampa il 4 febbraio 2023

SULLA SCRITTURA – “Ogni scrittore inizia scrivendo male, e la maggior parte degli scrittori continua a scrivere male. Io scrivo ancora male. Ma quel che succede è che diventiamo migliori gestori delle nostre capacità. Ora so cosa pubblicare e cosa non pubblicare. (…) Nel tempo, il buddismo mi ha insegnato che la vita è un laboratorio, e poi quando ho iniziato a scrivere ho capito che anche la scrittura lo era. Non sappiamo cosa stiamo facendo: ci buttiamo sopra qualcosa con la speranza che venga fuori qualcosa di bello. Il laboratorio è quel luogo in cui quella speranza diventa qualcosa di visibile e condivisibile. E questa è un po’ la mia filosofia di vita”.

dall’intervista di Laura Pezzino al poeta Ocean Vuong, pubblicata su Tuttolibri de La Stampa il 4 febbraio 2023

SUL SUICIDIO – “Il verbo commettere ha già insita in sé una forma di condanna. I delitti si commettono, i suicidi sono una scelta disperata (…) Un uomo con cui ho parlato, e che ha perso sia la madre che il fratello per suicidio, dice che loro «hanno compiuto una diversa scelta di vita»: è l’unica definizione che lui stesso trova accettabile”.

dall’articolo “Per ogni morto suicida c’è qualcuno che resta: “sopravvissuti” come me” di Matteo B. Bianchi, pubblicato su Tuttolibri de La Stampa il 4 febbraio 2023

SUL NUVOLO MESSAGGERO – “(…) il poema epico scritto in sanscrito del IV secolo da Kalidasa, Il nuvolo messaggero che narra di un messaggio affidato da un amante a una nuvola, portata dai venti monsonici da un monte del sud dell’India fino all’amata sull’Himalaya”.

dall’articolo “Il dolore del mondo” di Carlo Pizzati, pubblicato su Robinson – Repubblica del 4 febbraio 2023

SULLA LETTERATURA – Leggere un libro o un autore per lui ha voluto dire svelare qualcosa di nascosto e di durevole dell’autore, e naturalmente di sé stesso (…) Difficile dare un nome a questo “qualcosa” che nella sua poesia Giuliani insegue e persegue (…) Era la ricerca dell’elemento mitopoietico che produce la letteratura stessa, lo spazio che Hillman, così amato da Giuliani, definiva «immaginale», e che possiedono i grandi scrittori, gli stessi che il nostro scrittore-recensore amava e osannava – Leopardi in primis -, e che insieme temeva, com’è giusto che sia. I grandi ci leggono l’anima pagina dopo pagina, senza farci vergognare e senza ucciderci, ma incoraggiandoci a capirli, così da capire nel contempo noi stessi, ammesso che ci riusciamo”.

dall’articolo “Un’abbuffata di capolavori” di Marco Belpoliti, pubblicato su Robinson – Repubblica del 4 febbraio 2023

SULLE SCRITTRICI – “Sono le scrittrici più inafferrabili le vittime più frequenti dell’oblio (…) quando una scrittrice non rientra in nessun genere letterario oppure viene ricondotta a più d’uno le probabilità di fraintendimento ed esclusione aumentano”.

dall’articolo “Edith Nesbit. Se la vita è come un romanzo” di Nadia Terranova, pubblicato su Robinson – Repubblica del 4 febbraio 2023

SULLA LETTURA – “La lettura è un’immortalità all’indietro”. Umberto Eco

dalla prima pagina de La Lettura del Corriere della sera, pubblicata il 5 febbraio 2023

SUI FRUTTI DELLA MENTE – «Ambizione non sembra la parola adatta a descrivere quello che provavo mentre continuavo a scrivere e a crescere. Mi piaceva moltissimo ed ero convinta che sarebbe stata una buona cosa “incantare gli altri con i frutti della mia mente“»

virgolettato di Gwendolyn Brooks citato nell’articolo di Margo Jefferson pubblicato su La Lettura del Corriere della sera il 5 febbraio 2023 (traduzione di Gioia Guerzoni)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *