Rassegna 27 marzo – 2 aprile 2023

SULLA CITTÀ PERDUTA – “«Nonostante sapessi fin dall’inizio che l’avrei persa, questa città ancora oggi mi perseguita ovunque vada, con la sua storia e il suo passato (…) Ma Damasco non è solo la mia città o la città dei siriani. È la nostra città che ci nega di vivere dove siamo nati, che ci costringe a rinnegare le nostre origini ma alla quale inevitabilmente apparteniamo»”.

Il poeta siriano Nouri al-Jarrah nell’intervista a Marta Serafini intitolata “Damasco nostra Itaca nella Siria che brucia”, uscita su La Lettura del Corriere il 2 aprile 2023

SUL MISTERO – “Però attenzione, questo non è soltanto un gioco: chi è stato non è poi così importante quanto perché e attraverso cosa ci siamo arrivati. Lo diceva il commissario De Vincenzi nei bellissimi romanzi di Augusto De Angelis, negli anni Trenta: il mistero che ci interessa, che ci appassiona oltre al colpevole, è sempre quello del cuore umano“.

dall’articolo di Carlo Lucarelli intitolato “E a pagina 105 ho detto: brava!” sul libro “L’assassino è tra le righe” di Janice Hallett (Einaudi). L’articolo è uscito su La Lettura del Corriere il 2 aprile 2023

SULLE SFIDE DI OGGI – “«Per affrontare le sfide del nostro tempo dobbiamo esplorare modalità diverse da quelle della narrativa mainstream e realista. Dobbiamo sperimentare forme come l’epica, il mito, l’opera; dobbiamo creare collaborazioni tra scrittori e attori, pittori, musicisti. Bisogna ampliare il coro di voci»”.

Amitav Gosh nella conversazione con gli attivisti green pubblicata su Robinson di Repubblica l’1 aprile 2023 col titolo “Ragazzi, lottate per il futuro. Ora”, a cura di Sara Scarafia

SULLA FEROCIA – “«L’uomo è un essere delizioso: il re degli animali. Dicono che sia ottuso e feroce, è un’esagerazione. È feroce solo con chi non può difendersi»”.

Georges Courteline citato da Giuseppe Scaraffia nell’articolo “Da impiegato inventò lo stupidometro e lasciò la scrivania per il tavolino da caffè”, pubblicato su Tuttolibri dell’1 aprile 2023

SULL’HORROR – “Il repertorio dello spavento non è infinito, anche se oggi viene da pensare che la geografia dell’orrore muti anche in base al cambiamento climatico, e gli oceani devastati dalla plastica, gli incendi e le miniere dove si esaurisce la terra soppiantano gli ambienti domestici, così come a un certo punto i relitti delle fabbriche hanno sostituito quelli delle cattedrali nei racconti di paura perché il fantasma del lavoro ha iniziato a gemere di più di quello di Dio” (…) “nelle storie di James spesso sono i libri e i documenti d’archivio le bombe inesplose che attivano le paranoie”.

dall’articolo di Claudia Durastanti su “Monito ai curiosi” di M.R. James (Racconti edizioni). L’articolo è intitolato “Quando compri una casa abitata da fantasmi di notte i cadaveri ti fanno compagnia” ed è uscito su Tuttolibri dell’1 aprile 2023

SU POESIA E ROMANZI – “Scrivere poesie spesso è come scrivere un romanzo molto breve. C’è un inizio, una parte centrale e un finale, solo che tutto si riduce a poche frasi. Quindi, essere una poetessa mi permette di scrivere romanzi contando solo sulle frasi più necessarie. Essere una romanziera, invece, mi consente di avvicinarmi a una storia scavando in profondità lungo le radici, andando oltre i limiti imposti dalla sintesi poetica. È come essere contemporaneamente albero e foglia” (…) “Per quanto mi riguarda, più che una ricercatrice sono un’inseguitrice: cerco di stare dietro alla mia bussola interiore. Non faccio schemi. Non faccio programmi. Scrivo a penna e mi siedo al computer solo quando è il momento di trasformare la storia in un file” (…) “Voglio che ogni mio libro sia un sasso gettato in acqua. Posso solo sperare che le increspature causate da ogni mia storia possano essere abbastanza ampie da arrivare lontano, lasciando qualcosa di bello e di significativo in chi le incontra”.

dall’intervista alla scrittrice statunitense Tiffany McDaniel realizzata da Giulio D’Antona, pubblicata su Tuttolibri dell’1 aprile 2023

SULLA VITA PER ISCRITTO – “«Io vivo per iscritto», esordisce Meacci. Dichiarando subito la più diffusa patologia di uno scrittore (…) Insomma la letteratura, almeno secondo Meacci (e come non essere d’accordo con lui) sta in quel fermare la divagazione in una digressione, nel dare spazio alle lucciole facendole diventare un sistema”.

dall’articolo di Elena Stancanelli su “Acchiappafantasmi” di Giordano Meacci (minimum fax). L’articolo è intitolato “Quando sai vivere solo per iscritto sistemi su un foglio anche le lucciole” ed è uscito su Tuttolibri dell’1 aprile 2023

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *