Rassegna 27 febbraio-5 marzo 2023

SULLE SCELTE – “Non era un eroe previsto. Ma quando ebbe da rispondere proprio a Levi, che gli spiegava il rischio che avrebbe corso a intrattenersi con lui attraverso il filo spinato che delimitava il lager di Auschwitz, disse così: «Non me ne importa niente». (…) È un libro sul potere della scelta. Lorenzo Perrone fece la sua, quella che nessuno si sarebbe aspettato da lui. (…) «La scrittura, in certi punti, quasi fonde le due persone. La mano che scrive è quella di Lorenzo, ma parla per Primo. È un impasto umano, di cui lui fa da conduttore». (…) «Voglio credere e sono convinto del fatto che la nostra capacità di determinarci sia molto più forte del nostro patrimonio genetico e persino del contesto che forgia il nostro carattere. Lorenzo sembrava un predestinato a incattivirsi. Ma questo è il messaggio: la scelta ce l’hai sempre, indipendentemente da chi sei e dal contesto in cui ti trovi. Quella scintilla può nascere in chiunque, perché tutti ce l’abbiamo dentro»”.

dall’intervista di Niccolò Zancan a Carlo Greppi, autore del libro “Un uomo di poche parole” (Laterza). L’intervista si intitola “Se questo è l’uomo che salvò Primo Levi” ed è uscita su Tuttolibri de La Stampa il 4 marzo 2023

SUI RICORDI E SULLA LETTURA – “«I ricordi dell’infanzia non sono nostri: se nessuno ce li regala, non esistono. Per questo l’infanzia è una colossale menzogna, che raccontiamo prima di tutto a noi stessi». (…) la scoperta che leggere non è «far passare il tempo» ma al contrario «tempo che non passa, che si ferma».

dall’articolo di Margherita Oggero intitolato “China sulla Necchi Teresa cuce la sua infelicità” sul libro “La memoria del cielo” di Paola Mastrocola (Rizzoli). L’articolo è uscito su Tuttolibri de La Stampa il 4 marzo 2023

SU SCIENZA E FANTASIA – “Descrivere con ricchezza di particolari un paese, una civiltà, un governo immaginari è un procedimento antichissimo, da Platone a Voltaire, da Cyrano de Bergerac a Swift, fino ai moderni scrittori di fantascienza. Tuttavia questo libro è unico – a mia conoscenza – per la qualità della sintesi tra letteratura e conoscenze scientifiche. (…) Luce d’Eramo spesso diceva che quando scriveva la scena di un romanzo, una volta entrata in una situazione, lasciava liberi i personaggi di muoversi e si limitava a registrare le loro azioni e reazioni. Lei stessa in Io sono un’aliena dichiara: «a momenti, mentre scrivo, mi pare d’essere morta, intenta a guardare cose fuori dalla mia portata»”.

dalla prefazione di Giorgio Parisi al romanzo “Partiranno” di Luce d’Eramo (Feltrinelli). La prefazione è stata pubblicata su Tuttolibri de La Stampa il 4 marzo 2023

SULLA TERRA E LE STORIE – “il mito di emergenza del suo popolo dal ventre della terra attraverso un tronco cavo, come racconta in un’altra ampia, magnifica autobiografia, I nomi.(…) il passato della cultura nativa esiste nell’esperienza di questo luogo, e da cui discende ogni cosa, come dice lo stesso scrittore nel memori, «la terra è una casa di storie», «è giusto deporre le nostre parole sulla terra», «tutte le storie ritornano alla terra». E tra quelle che trasmettono il patrimonio identitario, vi è la storia del monolite Tsoai che conserva le radici di un albero, trasformato in roccia, su cui salirono sette sorelle per sfuggire all’inseguimento di un orso, divenute poi le stelle dell’Orsa Maggiore, stabilendo così un patto di alleanza tra terra e cielo. Di fronte a questo monolite il cui tronco è graffiato dagli artigli dell’orso, un anziano dette a Momaday il nome indiano Tsoaitalee, «Ragazzo dell’albero di roccia», nome rievocato nell’ultima pagina e con cui egli sembra firmare le pagine di Custode della terra“.

dall’articolo di Laura Coltelli sul libro “Custode della terra” di N. Scott Momaday (Edizioni Black Coffee). L’articolo è intitolato “Per i Kiowa la terra è una casa di storie da custodire con meraviglia” ed è uscito su Tuttolibri de La Stampa il 4 marzo 2023

SULL’ORIGINE DI FRANKENSTEIN – “Frankenstein o il moderno Prometeo di Mary Shelley, considerato il primo romanzo fantastico-horror della storia. Mary aveva 19 anni quando a Villa Diodati, sulle sponde del Lago di Ginevra, si inventò una storia di fantasmi per una sfida con Lord Byron, John William Polidori e Claire Clairmont. Era il 1816, l’anno senza estate: le eruzioni del vulcano Tambora, in Indonesia, immisero enormi quantità di cenere vulcanica negli strati superiori dell’atmosfera e il clima, come scrive Shelley, fu umido e inclemente. Perfetto per la mente geniale della giovane scrittrice che ideò un capolavoro. (…) Erano stati alcuni versi del Paradiso Perduto di John Milton a ispirare Shelley: «Ti ho chiesto io, creatore, dal fango/Di farmi uomo? Ti ho chiesto io/Di trarmi dal buio?»”.

dall’articolo di Sara Scarafia intitolato “Mary Shelley. La ragazza che inventò l’horror”, pubblicato su Robinson di Repubblica il 4 marzo 2023

SULL’INVENZIONE DELLA STAMPA – “Molto prima di Gutenberg, biblioteche e archivi si adoperavano per assemblare in ogni modo i laboriosi tentativi della mente umana di registrare le nostre esperienze. Dopo la comparsa della macchina da stampa quei tentativi si moltiplicarono a ritmo vertiginoso grazie all’invenzione che, per dirla con la storica Elizabeth Eisenstein, diede multiformità alle parole di Dio e maggiore uniformità alle sue opere”.

dall’articolo di Alberto Manguel intitolato “Giallo in biblioteca”, sul libro “Una storia d’acqua” di Edward Wilson Lee (Bollati Boringhieri). L’articolo è stato pubblicato su Robinson di Repubblica il 4 marzo 2023 (traduzione di Emilia Benghi)

SULLA LETTERATURA E I SOMMERSI – “Di fronte a crimini contro l’umanità come quelli raccontati, che senso ha scrivere «bene»? La realtà è che la letteratura non ha niente a che vedere con lo scrivere bene, e il capolavoro di Czapski, da questo punto di vista, è un insegnamento inestimabile. Czapski (…) Da vero scrittore, sa che la letteratura non è un’espressione elegante dell’esperienza, ma l’unico modo che possediamo di comprendere e valorizzare l’esistenza umana considerata dal punto di vista del singolo individuo”.

dall’articolo di Emanuele Trevi intitolato “È la letteratura la vera voce dei sommersi”, su “La terra inumana” di Jósef Czapski. L’articolo è stato pubblicato su La Lettura del Corriere il 5 marzo 2023

SUL PERTURBANTE – “L’autrice cita lo Stephen King di Cose preziose: «Tieni d’occhio tutto con attenzione, sei già stato qui, ma adesso le cose stanno per cambiare»; cita Jesse Ball di The Curfew: «Per la prima volta in molto tempo, William abbassò gli occhi e vide le proprie mani. Se avete avuto questa esperienza, sapete a che cosa mi riferisco»; cita, soprattutto, David Lynch: «Tutto quello che deve dire l’arte, continuamente e senza mai fermarsi, è una sola cosa: il mondo è un posto strano» (…) Sotto questo mondo meraviglioso, dove tutto è all’apparenza heimlich, cioè familiare, ci sono sempre formiche rosse – unheimlich – che se ne stanno per lo più nascoste, ma che un giorno potrebbero decidere di venir fuori. È a quelle rosse creature che la letteratura deve guardare”.

dall’articolo di Carmen Pellegrino “Le formiche della narrativa”, sul libro “Uccelli vivi” di Samanta Schweblin. L’articolo è stato pubblicato su La Lettura del Corriere il 5 marzo 2023

SU POESIA E ROMANZO – “«A volte un romanzo si svolge come un’unica lunga poesia. E una poesia può essere un romanzo molto condensato. Tuttavia ho l’impressione che la poesia sia sempre al principio di tutto. La poesia è il seminario del linguaggio. Una volta che hai superato quel seminario, puoi passare al romanzo. Un romanzo scritto da qualcuno che viene dalla poesia è sempre riconoscibile»”.

Il poeta e narratore Georgi Gospodinov citato da Simone Innocenti nell’articolo intitolato “I versi, cioè il seminario del romanzo” e pubblicato su La Lettura del Corriere il 5 marzo 2023

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