Rassegna stampa 23 – 29 gennaio 2023

SU STEVENSON – “La vita di Robert Louis Stevenson è una successione di capitoli della storia che finirà drammaticamente alle Samoa il 3 dicembre del 1894, quando, dopo aver preparato un’insalata per la cena di famiglia, l’autore de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, con un gesto che sarebbe sembrato troppo artefatto in uno dei suoi romanzi, improvvisamente si afferrò la testa e chiese alla moglie «La mia faccia è cambiata?» (…) E nell’ultima lettera a Colvin, datata 6 ottobre 1894 scrisse (…): «È una dimostrazione di intelligenza, del fatto che non siamo barbari, l’essere capaci di penetrare qualcosa che è al di fuori di noi, qualcosa che non tocca soltanto chi ci sta accanto sull’omnibus». Firmò la lettera “Tusitala”, il nome che gli avevano dato i samoani, che significa “raccontatore di storie”.

dall’articolo “Sono Stevenson anzi, Robinson” di Alberto Manguel, pubblicato su Robinson – La Repubblica del 28 gennaio 2023

SULL’INVERNO (E SULLE PAROLE COME AVREBBERO DOVUTO ESSERE) – “E a dicembre, quando «la neve è quasi troppo bella per sopportarla» e Josephine scrive «mi siedo a riordinare i giorni, le parole, gli atti di tutta la settimana scorsa. Dispongo le cose come avrebbero dovuto essere. Dico le cose che avrei dovuto dire. Disfo ciò che non avrebbe mai dovuto essere fatto. Ma non fa bene. È solo dolore. È meglio continuare a camminare lungo il corso del torrente con le rive che gocciolano felci. Questo è l’inverno».

dall’articolo “A spasso nella Natura” di Sarah Savioli (su “L’isola dentro l’isola” di Josephine Johnson) pubblicato su Robinson – La Repubblica del 28 gennaio 2023

SUL LINGUAGGIO – “(…) come per Bachmann – austriaca anche lei e sua ammiratrice – il linguaggio è inadeguato a esprimere il dolore, a catturarne il mistero, e tuttavia scrivere è il compito da eseguire, quello che non si può fallire, pur sapendo che il fallimento è in agguato (…) La scrittura non redime, ma forse gli ha concesso di considerare sé stesso nella maniera in cui Wertheimer era incapace di fare, ossia in quanto essere unico al mondo. È questo il solo antidoto alla disperazione «ogni essere umano, comunque sia fatto, è un essere unico al mondo, io stesso me lo dico di continuo e con questo sono salvo»”.

dall’articolo “Thomas Bernhard. Tutto chiede salvezza” di Rosella Postorino, pubblicato su Robinson – La Repubblica del 28 gennaio 2023

SUL CREARE MONDI – “Invento storie da quando ho iniziato a leggerle. Creare mondi è per me il modo più naturale per capire la realtà. Così, poi, posso celebrare ciò che trovo bellissimo ma non ho mai visto riconosciuto abbastanza come la bellezza delle persone nere (…) Nei romanzi mi piace raccontare storie mistiche e fantastiche. Ma nei racconti guardo alla realtà. Nell’antologia Cool. Awkward. Black scrivo di una ragazzina che ama leggere ma la sua comunità non approva quello che legge. Come nella società in cui sono cresciuta”.

dall’intervista di Cecilia Bressanelli alla scrittrice Jordan Ifueko, autrice di Raybearer, pubblicato su La Lettura del Corriere della sera il 29 gennaio 2023

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