Rassegna 20-26 marzo 2023

SUL RIGORE E TARANTINO – “I suoi appunti denotano che su quei registi, su quegli attori e sui film di cui parla ha raccolto tonnellate di appunti. Sono considerazioni personali, ma anche citazioni di libri e di interviste: una documentazione che fa trasparire una passione che si coniuga con un rigore scientifico, senza che un aspetto prevalga sull’altro (…) non è semplice erudizione, caccia al particolare, ricerca del dettaglio. Le sue considerazioni sono calate nella realtà del periodo, non prescindono dalla storia”.

dall’articolo di Steve Della Casa “Tarantino. Bambi mi traumatizzava, l’ispettore Callaghan mi rassicurava”, pubblicato su Tuttolibri de La Stampa del 25 marzo 2023

SUL LETTORE – “«L’immaginario si colloca tra il libro e la lampada» scrive Piglia citando Foucault che a sua volta parlava di Flaubert, il che è come dire che l’immaginario è il lettore (…). Il vero lettore è sempre un’invenzione. Prendiamo la scena di Amleto in cui il principe di Danimarca entra a corte leggendo un libro ignorando i presenti (…) che finga o legga davvero non fa in fondo nessuna differenza; una persona che si immerga in un libro mentre è in società ci apparirà comunque separata dal reale, un assente, un fantasma quasi. (…) Esistono lettori di ogni sorta che hanno però in comune il porsi al limite di qualcosa, che sia il consesso sociale o la realtà o la vita. È per questo che spesso i lettori rasentano la follia come Don Chisciotte o finiscono male come Emma Bovary o finiscono male dopo aver rasentato la follia come Amleto”.

dall’articolo di Tommaso Pincio intitolato “Come Don Chisciotte e Che Guevara: “domani nella battaglia” porta un libro, su “L’ultimo lettore” di Ricardo Piglia. L’articolo è uscito su Tuttolibri de La Stampa del 25 marzo 2023

SULLA CREAZIONE E LA DISTRUZIONE – “Non sono parole di Sigmund Freud? Noi tutti abbiamo dentro una parte creativa, ed una demolitiva, che di fatto collabora con ciò che più temiamo e detestiamo, la Morte (…) le Scritture alla fine cosa sono se non un’arcaica forma di scienza per contenere la morsa del male?”

dall’articolo di Stefano Massini “Gli scienziati dell’atomica avevano un obiettivo: migliorarla, perché uccidesse di più”, pubblicato su Tuttolibri de La Stampa del 25 marzo 2023

SULLE SCRITTURE – “D’altra parte la scrittura traccia un solco, da destra a sinistra per alcuni popoli, da sinistra a destra per altri, poi si torna a capo, ma non così per le strutture bustrofediche che procedono ad aratro, iniziano da sinistra a destra, arrivano a destra, procedono per la linea inferiore da destra a sinistra, e così via…Scrivere è tracciare percorsi nello spazio”

dalla prefazione di Umberto Eco a “Hugo Pratt, Sant-Exupéry. L’ultimo volo” del 1995. Il testo, contenuto anche nella “Trilogia del cielo” di Hugo Pratt (Rizzoli), è pubblicato su Tuttolibri de La Stampa del 25 marzo 2023

SUL DUBBIO E SULLA LETTERATURA – “«Un saggio fa luce su un problema, identificandolo, isolandolo e facendolo immediatamente risaltare. Il romanzo invece è come l’acqua, s’infiltra dappertutto, sfugge, scorre negli interstizi. Il romanzo è la vita con le sue contraddizioni e le sue incertezze, è un universo dominato dalle tonalità del grigio invece che dall’opposizione netta tra bianco e nero. Anche per questo, tra Madame Bovary e Anna Karenina, non ho dubbi, scelgo il romanzo di Tolstoj». Perché? «Perché Tolstoj è lo scrittore del dubbio. I suoi personaggi non sono mai portatori di certezze. Flaubert invece pensa continuamente di aver ragione, procede per certezze successive, sul piano sociologico e antropologico. Se con Flaubert si ha l’impressione di capire grazie a analisi e descrizioni complesse, con Tolstoj si ha l’impressione di vivere la complessità della vita»(…) Che altro può fare la letteratura? «Ci aiuta a resistere. Come ha fatto Solženicyn che attraverso la lettura ha resistito al gulag e al cancro. Oppure Jean Paul Kaufmann che resistette ai tre anni del suo sequestro a Beirut rileggendo di continuo l’unico volume di Guerra e pace che aveva con sé. Ma anche Gramsci che legge e scrive nelle prigioni di Mussolini, Daj Sije che legge Balzac nei campi di rieducazione cinesi o Primo Levi che recita Dante ad Auschwitz. La letteratura ci aiuta a sopravvivere al male del mondo, grazie alla sua natura profonda che è quella del dubbio, dell’ambiguità, dell’incertezza. La letteratura ci dà la forza di resistere».

dall’intervista a Daniel Pennac di Fabio Gambaro, pubblicata su Robinson di Repubblica il 25 marzo 2023

SU AMPARO DÁVILA – “Questa straordinaria cuentista e poetessa messicana si è sbarazzata con naturalezza dei residui più logori del realismo magico per difendere l’oscurità e tradurla in prose fulminanti, tra il nero e il fantastico, che somigliano a piccoli incendi casalinghi e clandestini, a fuochi che ardono nelle parti più polverose delle case di famiglia. Immaginate una Shirley Jackson vissuta in case del sud dove il sole acceca, i cortili sono visitati da presenze stabili e le donne conoscono le storie le une delle altre anche quando non si rivolgono la parola: c’è una contiguità tra le due scrittrici che non riguarda tanto il genere e i codici quanto un modo di muoversi nel buio per scovare l’orrore domestico senza intenzione di addomesticarlo”.

dall’articolo di Nadia Terranova intitolato “Vieni c’è una casa nel bosco”, pubblicato su Robinson di Repubblica il 25 marzo 2023

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