Rassegna 20-26 febbraio 2023

SULLA LETTERATURA – “«Secondo me, il dono più grande che ci ha fatto Shakespeare, soprattutto nell’Amleto, ma forse anche con la creazione di un personaggio come Falstaff, è l’invenzione del dubbio, del fatto di dubitare di sé stessi. E potremmo quasi dire che sia stata la nascita della coscienza moderna. Non esiste nessuno come Amleto nella letteratura mondiale, no? (…) È un essere umano moderno che pensa di fare una cosa e poi dubita di se stesso, e poi si arrabbia con se stesso per aver dubitato, o proietta la malinconia sulle sue esitazioni. Shakespeare ci ha regalato questo momento (…) C’è una bellissima conferenza che Vladimir Nabokov tenne ai suoi studenti della Cornell nel 1953. Sono studenti del primo anno e Nabokov dice loro: “Voi non sapete nulla di letteratura. Non siete ancora qualificati a parlare dei temi dei romanzi che state per leggere. Quello che voglio che facciate, quindi, è trovare tutti i dettagli. Nella vita tutto viene dai dettagli, che individuiamo, che condividiamo e che convalidano la nostra sensazione di essere anche noi dentro il romanzo. Questi dettagli devono essere amati, in qualche modo. E se lo scrittore li ama, penso che i lettori se ne accorgano. E li amano pure loro».”

dall’intervista a Ian McEwan realizzata da Alberto Manguel e pubblicata su Robinson di Repubblica il 25 febbraio 2023 (traduzione di Fabio Galimberti)

SULLA LETTURA – “«Leggere è una cosa che amo, è una cosa che serve a darmi la sensazione che valga la pena scrivere. E nell’intervallo fra un romanzo e l’altro a volte mi viene da pensare: come faccio a sopportare il peso di trovarmi ai piedi di un altro romanzo, con l’idea di dover passare i prossimi tre o quattro anni a scalare faticosamente la montagna? Allora tiro giù dalla libreria certi libri e li apro a caso (…) tirai giù dalla libreria un libro che riprendo spesso, Herzog di Saul Bellow (…) E qui c’è un momento bellissimo, tipicamente bellowiano, una digressione bellowiana, con Herzog che guarda nello specchio e si chiede che senso abbia tutto questo. E quello che pensa poi è un vero e proprio manifesto del romanzo. Si chiede com’è essere in un santuario, in una città, nelle condizioni della modernità, nei movimenti di massa e nella politica, con grandi idee che si gonfiano e si diffondono tra l’umanità “come i venti scavano le scogliere”, dice. L’impulso che sento è simile a questo. Sono parte di quel vento. E leggere quella pagina aveva risvegliato il mio entusiasmo per tutto il progetto, mentre me ne stavo seduto solo con i fantasmi».”

dall’intervista a Ian McEwan realizzata da Alberto Manguel e pubblicata su Robinson di Repubblica il 25 febbraio 2023 (traduzione di Fabio Galimberti)

SULLA SCRITTURA – “Credo di aver scritto sempre i libri in questo modo, che è un’esplorazione eccitante e una specie di viaggio nella foresta, alla scoperta di quello che cerchi senza sapere di cercarlo, o di quello che trovi senza sapere che lo stavi cercando. Devi avere una grande fiducia in quello che fai, perché se scrivi libri in questo modo, non sai davvero se si infileranno in un vicolo cieco, se cadranno in un burrone non segnalato, o se approderanno a un orizzonte libero e mozzafiato”.

dall’articolo di Francesco Piccolo “Che bella confusione per Claudia Cardinale “contesa” dai rivali Visconti e Fellini, pubblicato su Tuttolibri de La Stampa il 25 febbraio 2023

SULLA SCRITTURA/2 – “«Scrivere per me è capire qualcosa di me che ancora non so, per farlo spesso tocca sfondare una parete, scavare dove fa più male (…). Ricordo bene l’euforia dei primi giorni, prendersi il gusto di inventare o, il che è lo stesso, allontanarsi per vedere meglio»”.

dall’intervista a Mauro Covacich realizzata da Mary B. Tolusso e pubblicata su Tuttolibri de La Stampa il 25 febbraio 2023

SUL GIORNALISMO – “«Credo che il futuro del giornalismo sia costruire reti collaborative concentrate sui fatti a salvaguardia dei processi elettorali e della democrazia. Non abbiamo avuto un’idea chiara delle conseguenze del modello di business di Facebook, Twitter, WhatsApp fino al 2019 (…) Le piattaforme non solo non distinguono tra realtà e finzione, ma danno la priorità alla diffusione delle bugie rispetto ai noiosi fatti perché generano più traffico. E leader populisti usano i social per fare a pezzi la realtà».”

dall’intervista alla giornalista Maria Ressa realizzata da Alessandra Muglia e pubblicata su La Lettura del Corriere il 26 febbraio 2023

SUL GIORNALISMO /2– “«Io non credo che il giornalismo sia il quarto potere o che noi abbiamo una missione: credo che fare giornalismo sia solo recapitare buone informazioni alla gente, come si consegna buon cibo. Se proprio devo trovare una missione, penso che la nostra sia creare connessioni invisibili fra le persone, per avvicinarle fra loro, creare una società civile. Il contrario di quel che vuole Putin. (…) Andare, investigare, scrivere è il nostro mestiere. Ma recapitare l’informazione ai lettori è un’altra cosa: loro magari ti leggono, ma non accettano quel che racconti. Perché c’entra la biologia: una parte del nostro cervello a volte rifiuta l’immagine sbagliata, non ama la verità controversa».”

dall’intervista alla giornalista Elena Kostjucenko realizzata da Francesco Battistini e pubblicata su La Lettura del Corriere il 26 febbraio 2023

SULLA SCRITTURA PER L’INFANZIA – “Come si scrive per l’infanzia? «Devi essere totalmente consapevole di quello che vuoi dire, come nei libri per adulti, ma allo stesso tempo aprirti alla magia, all’invisibile: è un incastro di competenze ma anche di stati d’animo, devi essere leggero e crudele». (…) «Uno scrittore per bambini ha il potere di fare qualcosa di universale: libera le ansie dei bambini, li rende felici, dona conforto e questa, per me, è la più grande missione». (…) Come lavora Susanna Tamaro? «Invento giorno per giorno, non ho assolutamente idea di quello che succederà nei libri altrimenti mi annoierei a morte. Di solito scrivo a mano ma questo libro, per un fatto di tempi, ho dovuto scriverlo al computer».”

dall’intervista alla scrittrice Susanna Tamaro realizzata da Giulia Ziino e pubblicata su La Lettura del Corriere il 26 febbraio 2023

SUGLI ANIMALI TRISTI – “«La prima volta che incontrai il dolore degli animali, ero una bambina in vacanza, in campagna. Erano gli anni ’50. Quanti cani perennemente alla catena, che infelicità in quegli occhi, il caldo, la sete, le ciotole che si rovesciavano, le mosche, la solitudine. Quando mi avvicinavo con dell’acqua, con un biscotto, impazzivano di gioia. Allora pensavo: da grande farò la slegatrice di catene, l’accarezzatrice di animali tristi, per esempio quelli che vanno verso il macello. E speravo di farli scappare, di liberarli tutti».”

dall’intervista alla scrittrice Vivian Lamarque realizzata da Severino Colombo e pubblicata su La Lettura del Corriere il 26 febbraio 2023

SUI LIBRI – “«I libri contengono tutto ciò che c’è da sapere tranne ciò che conta davvero».”

dall’articolo di Livia Manera “No, Proust non è roba da bianchi”, su “L’anno che bruciammo i fantasmi” di Louise Erdrich (Feltrinelli). L’articolo è uscito su La Lettura del Corriere il 26 febbraio 2023

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *